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Danimarca: la calda luce dell’inverno
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La Danimarca è una terra di contrasti. I giorni miti di metà estate sono tanto lunghi, quanto sono corti i bui e freddi giorni dell’inverno. Ciò nondimeno i danesi sono imperturbabili. Questi rilassati uomini del nord hanno inventato una loro personale forma di buonumore – hygge – e hanno molti modi per crescere bene col freddo e col buio.
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Luce e buio
"Hygge" … tutti i danesi sanno che cos’è, ma trovano difficile darne l’idea agli stranieri. Espressioni in altre lingue sembrano essere insufficienti. “Cosy” è troppo azzimato, “Gemütlich” è troppo campagnolo. "Hygge" è accendere una candela di benvenuto quando arriva un ospite, o ci s’incontra fra amici o colleghi in un caffè a lume di candela. È raggomitolarsi su un divano una sera d’inverno avvolti in una coperta di lana, con un buon libro e una tazza di cioccolata, o accendere la stufa e passare la serata con la famiglia, guardando un bel film e sgranocchiando dolcetti. È l’uniforme e tenue luce delle lampade PH, disegnate per non abbagliarvi, e la delicata luce del paralume Le Klint posta nell’angolo altrimenti buio della tua casa. Hygge è il profumo dei dolci cotti in casa nel forno e che decorano gli alberi di Natale nel prato di fronte con le luci decorative tipiche del periodo. "Hygge" si riferisce all’illuminare il buio e al riscaldare il freddo.
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L'autunno
Ottobre in Danimarca è il momento in cui ti senti invaso dal periodo buio dell’anno. È il momento in cui si spostano gli orologi indietro di un’ora e il tempo estivo diviene tempo invernale. Presto si andrà al lavoro col buio e si tornerà a casa che è già scuro. Ci si deve abituare, e ciò rende abbastanza maniaci del week-end, quando finalmente i danesi possono godersi qualche ora di luce.
Durante i lunghi giorni estivi, i danesi diventano appassionati della vita all’aperto, passeggiando per boschi, spiagge e porticcioli, e le città sono immerse nell’atmosfera dell’Europa del sud. Ma durante i mesi bui dell’autunno e dell’inverno, i danesi cercano i luoghi chiusi. Così il sabato e la domenica le scarse ore di sole sono utilizzate con eccezionale intensità. Se il sole è fuori, i danesi si dirigono verso la foresta che appassisce per gustare la cromia dorata delle foglie, che va dal caldo giallo al rosso violetto, fino al marrone scuro. Questo momento dell’anno, che precede la caduta delle foglie, andrebbe vissuto da un posto dove la natura è bella – per esempio una delle antiche locande di campagna in case signorili e tenute agricole – o forse nei classici alberghi sul mare spazzati dal vento quando s’è fuori stagione.
Se il vento è forte, le famiglie indossano i loro cappotti e vanno sulla costa o al parco portando l’equipaggiamento sotto braccio – o vanno in cerca di castagne e poi tornano al caldo delle loro case per costruire con queste figure di animali usando i fiammiferi. Se è caduta la neve, le corse in slitta attraggono i bambini come magneti. E se sentono che stando fuori fa troppo freddo, riempiono i centri e i musei d’arte dalle splendide architetture, dove le condizioni di illuminazioni sono ottimali e la coloratissima arte moderna comunica la sua passione interiore a questa pallida gente chiamata danese. E ci si immergono completamente, morendo dalla voglia di luce, colore e calore. Sting canta “Di notte una candela brilla al posto del sole”, forse con uno speciale riferimento alle isole danesi? Il clima può risultare rigido, ma la maggior parte dei danesi a dire il vero ha imparato ad amare il cambio di stagione. A qualunque costo, è quello che dicono i danesi che sono stati in cieli più a sud. Non è difficile trovare un danese che dopo una lunga e calda estate desideri un po’ di freddo e buio e … hygge. Non vedono, anche, l’ora di togliersi i loro spessi maglioni e i robusti pantaloni, sfilarsi i loro stivali invernali e avvolgersi in scialli – la battaglia quotidiana contro il clima è diventata parte dell’immaginario quotidiano in Danimarca. Gli stilisti di moda danesi possono ringraziare il clima funzionale alle loro collezioni. E aggiungendo il loro legame con i famosi designer danesi di arredo funzionalista, la moda danese è diventata un versatile connubio di praticità e stile la cui influenza va lontano oltre i confini della nazione.
Il mese di Natale Nei giorni vicino a Natale, la luce del sole è scarsa. Il solstizio d’inverno il 22 dicembre segna il giorno più corto dell’anno, quando il sole sorge alle 8:39 e tramonta appena alle 15:36. La luce, comunque, scaturisce dalle strade intensamente illuminate dove Strøget è la più illuminata a Copenaghen. In Danimarca, le tradizioni culinarie di stagione prendono una grande parte dello shopping natalizio. Nei classici ristoranti per il pasto di mezzogiorno in tutto il paese c’è la corsa all’aringa. Qui si può anche provare i tradizionali pranzi danesi di Natale, dove vengono attentamente orchestrate sinfonie di piatti caldi e freddi, quasi ritualmente innaffiati con birra fredda e acqua vite anche più fredda.
Quando il buio invernale scende nel pomeriggio, meglio dirigersi verso gli accoglienti caffè di città o nelle confortevoli locande della campagna per riscaldare le mani congelate su un bicchiere di gløgg, una specie di vino scaldato con zucchero e aromi e porto con aggiunta di spezie, uva passa e mandorle a pezzetti, che è servito con biscotti alla cannella fatti in casa, ovviamente. Anche lo storico parco di divertimenti dei Giardini di Tivoli a Copenaghen, che la maggior parte della gente associa con le calde serate estive, apre i cancelli a un incantevole mercatino di Natale nel cuore della capitale danese – più romantico di tutto è il piccolo lago dove le lanterne e le luci di Natale offrono un magico scintillio ai pattinatori su ghiaccio dalle guance rosse, che, nonostante naturalmente si accaldino, pure nondimeno molto spesso finiscono la giornata con gløgg e piccole ciambelle chiamate æbleskiver.
Dopo l’inverno viene la primavera Anche nei freddi mesi di gennaio e febbraio, i danesi sono duri da battere – qualche volta vanno anche in cerca delle cime più fredde in Norvegia e Svezia per sciare. Questi mesi bui di freddo pungente sono, comunque, ancora illuminati dall’interno dalla calda, familiare luce amata dai danesi, ma ora con una luce un po’ più offuscata e più tenue che durante il periodo delle festività natalizie.
Ma, improvvisamente, passati due mesi dal solstizio d’inverno, si realizza per il proprio piacere che le ore di luce del giorno sono considerevolmente cresciute. E allora iniziamo a sognare la primavera e il primo germogliare di fiori ed erbe che spuntano dalla terra gelata di marzo.
Venerdì, dicembre 01 2006
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