La storia del Radisson Blu Royal Hotel
Nella metà degli anni ‘40 il dipartimento marketing della SAS stimò un’invasione di americani verso la Scandinavia a seguito della nuova rotta
SAS tra gli Stati Uniti e la Scandinavia stessa. La SAS desiderava poter offrire ai turisti americani in arrivo, un’autentica esperienza di lusso e l’idea fu di costruire un edificio composto da tre unità integrate; un hotel cinque stelle lusso dotato di 275 camere, un’agenzia di viaggi e un terminal passeggeri, dove era possibile eseguire direttamente il check-in dei loro voli. L’edificio venne collocato strategicamente nelle vicinanze dei giardini di
Tivoli e della stazione centrale di Copenaghen.
Il Design Arne Jacobsen desiderava che l’edificio del
SAS Royal Hotel apparisse come una struttura più leggera possibile. L’area di costruzione, così vicina ai bellissimi Giardini Tivoli, era molto delicata e l’architetto non volle che l’altezza e la massa dell’edificio stesso potessero sovrastare le costruzioni circostanti. Egli posizionò la torre dell’hotel in cima all’edificio del terminal, come una scatola su di un’altra, collegandole con un intervallo di finestre, riuscendo a dare un’impressione di leggerezza. Inoltre, il blocco più basso appare più scuro rispetto a quello posto più in alto e più leggero e l’intercalare di lastre di vetro color grigio-verde caratterizzate da colonnine di alluminio anodizzato rende l’intera costruzione molto meno imponente di quanto sia in realtà. Arne Jacobsen riuscì a integrare, con notevole successo, una costruzione totalmente moderna e rivoluzionaria all’interno del cuore classico della città di Copenaghen.
Alcune delle più famose parti dell’arredamento di design di Arne Jacobsen furono create appositamente per il Royal. Si vendono, infatti, ogni anno migliaia di copie delle sue sedie dalla caratteristica forma “Swan” e “Egg” ed esse rappresentano una costante nelle camere d’hotel, nelle sale riunioni e nei salotti degli aeroporti di prima classe di tutto il mondo.
L’architetto – Arne Jacobsen (1902-1971) 
Arne Jacobsen non si era mai occupato del design di hotel, prima di essere contattato dalla SAS nel 1956, nonostante avesse comunque seguito la progettazione di un’ampia gamma di edifici come, gli appartamenti Bellavista nel nord di Copenaghen, Bellevue Beach, Bellevue Theatre, la famosa stazione di servizio sullo Strandvejen in Skovshoved, la Stelling House sul Gammel Torv a Copenaghen e numerosi municipi in tutta la Danimarca.
Il periodo compreso tra la metà degli anni ‘50 e metà anni ‘60 fu un’era d’oro per il design danese.
Arne Jacobsen fu uno degli architetti più importanti e influenti del secondo dopoguerra. e rappresentò anche uno dei designer mondiali più importanti. L’hotel della SAS fu la pietra miliare della sua carriera e riuscì ad ottenere un riconoscimento internazionale, non solo per l’architettura ma anche per gli oggetti e gli arredi progettati per l’interno.
Arne Jacobsen ebbe una visione del futuro molto emancipata rispetto alla sua epoca.
Il primo general manager – Alberto Kappenberger (1916-2005)
Sebbene fosse Arne Jacobsen colui che progettò l’intero hotel, non avrebbe mai raggiunto il successo ottenuto, se non fosse stato per l’influenza del leggendario albergatore svizzero Alberto Kappenberger, il quale fu nominato direttore d’hotel con il compito anche di sorvegliare i lavori di costruzione quattro anni prima della sua apertura nel luglio del 1960. Alberto Kappenberger era cresciuto e si era perfezionato in hotel come il Savoy a Londra, il Badrutt’s Palace a St. Moritz, il Baur au Lac a Zurigo e all’Hotel D’Angleterre a Copenaghen. Parlava correttamente entrambe le lingue danesi e svedesi e possedeva un background internazionale, ciò che la SAS stava cercando. Alberto Kappenberger visse per più di vent’anni con sua moglie e i suoi figli in una suite al ventesimo piano.
Una delle massime più importanti di Alberto Klappenberger fu: ”È il tocco personale che fa tutto“.
L’attuale general manager Roy Al Kappenberger (21 dicembre 1965)
Roy Al Kappenberger è il figlio di Alberto Kappenberger e finora l’unico albergatore nominato alla guida dell’hotel in cui è nato e cresciuto.
Roy Al Kappenberger ha vissuto nel SAS Royal Hotel fino all’età di sedici anni, prima di lasciarlo alla volta della Svizzera, in particolare di Losanna, dove ha frequentato la scuola di hotel management, istituto che il padre aveva prescelto per lui sin dalla tenera età. Roy Al Kappenberger imparò il suo lavoro in alcuni dei migliori hotel del mondo, come Il Vier Jahreszeiten ad Amburgo e il Dolder Grand Hotel di Zurigo, prima di far ritorno a Copenaghen quindici anni dopo. Si unì alla Radisson SAS Group, ora trasformata in Rezidor Group, negli anni ‘90 e nel 2008 gli è stato chiesto di dirigere l’hotel della sua infanzia, il Radisson Blu Royal Hotel.
„È stato davvero unico crescere in un hotel a cinque stelle, ho trascorso buona parte della mia infanzia con gli uomini addetti alle pulizie per questo conosco più o meno ogni angolo di questo edificio“, afferma Roy.
Chi meglio di Roy Al Kappenberger può dirigere l’hotel nel suo cinquantesimo anniversario, un uomo che vi è cresciuto e lo sente come proprio. Roy Al Kappenberger esordì come il piccolo all’età di quattro anni, ricoprì il ruolo di fattorino d’albergo durante gli scioperi, a quattordici anni rifornì i mini bar e lavò le stoviglie nei weekend. Ciò gli fornì una delle discipline più profonde al mondo.
La stanza 606
La stanza 606 è una delle più rinomate e fotografate stanze d’hotel al mondo. È come fare un salto indietro nel tempo e ritornare ai tempi d’oro del design danese. È rimasta così come fu progettata da Arne Jacobsen nel 1960 – l’unica stanza su 260 rimasta invariata.
Oltre agli originali tessuti con trama grigia verde e blu, possiamo trovare gli eleganti pannelli e mobili in legno wengé, incorporati specchi da trucco, un sistema di radio e citofono, lampade da lettura, due Drop chair turchesi, una Swan chair e infine una Egg chair. In un angolo della stanza vi è una lampada a stelo Royal. Anche le tende sono rimaste invariate, sebbene si siano leggermente sbiadite con il sole.
Alberto K
Alberto K, il ristorante gourmet italiano, situato al ventesimo piano è intitolato ad Alberto Kappenberger. Il ristorante è caratterizzato da una vista magnifica di Copenaghen e dei Giardini di Tivoli. In origine rappresentava il bar dell’hotel, dove gli ospiti potevano fare colazione, bere un drink, leggere e rilassarsi. Sulle pareti, vi è un’enorme quadro raffigurante Alberto Kappenberger, che vigila sul ristorante.
La maggior parte degli interni risale al design originale di Arne Jacobsen e le stoviglie in particolare risalgono all’apertura dell’hotel e sono le stesse comparse nel film di Kubrick ”2001 – Odissea nello Spazio”.
Sotto la guida del capo chef Søren Selin e del direttore del ristorante e somellier Werner Nymo, Alberto K offre un menù fatto su misura, in grado di seguire le esigenze di stagione e di fondere l’influenza italiana con gli ingredienti danesi. Alberto K è stato considerato come uno dei migliori ristoranti danesi e ha recentemente conseguito un elevato riconoscimento dalla critica dal New York Times.