Til forsiden
Cinema danese

Il contributo dei produttori cinematografici danesi inizia con la storia del cinema stesso. Dai “pionieri” del cinema muto come il regista Carl Theodor Dreyer e l’attrice Asta Nielsen, ai registi degli anni Ottanta vincitori del premio Oscar Bille August e Gabriel Axel, attraverso il rivoluzionario movimento “Dogme 95”, il cinema danese si è distinto per qualità, innovazione e intelligenza.

Il 23 gennaio 2007 sono stati annunciate le nomination agli Oscar 2007. La Danimarca concorre con un film della regista danese Susanne Bier per Miglior Film Straniero. Non stupisce che Susanne Bier è al momento la regista più di successo del Nord Europa. Già regista di 'Non desiderare la donna d'altri', la Bier è in partenza per gli Stati Uniti dove sta ultimando il montaggio del suo primo film americano 'Things We Lost in the Fire', targato Dreamworks e interpretato da Halle Berry e Benicio Del Toro. Il suo nuovo dramma “Dopo il matrimonio", candidato agli Oscar come miglior pellicola straniera, è attualmente in programmazione nelle sale italiane. In attesa di sapere se vincerà l'ambita statuetta (la cerimonia di premiazione degli Oscar 2007 si svolgerà il 25 febbraio 2007) ripercorriamo assieme la storia e i successi del cinema danese.

La prima casa di produzione cinematografica


Agli inizi del Novecento, la Danimarca era la nazione leader nella produzione cinematografica mondiale, e oggi dopo esattamente 100 anni di attività nel settore, la più grande casa cinematografica danese, Nordisk Film (www.nordiskfilm.com) detiene il primato della più antica casa produttrice ancora in attività.

             


Il boom del cinema danese


Il cinema danese sta crescendo come mai prima d’ora, grazie agli artisti dotati di talento di cui si avvale e grazie agli incentivi supporti governativi, che nel 2001 hanno raggiunto la somma di più 350 milioni di corone danesi. Registi del calibro di Lars von Trier e Thomas Vinterberg sono tra i più grandi talenti del settore.
Film danesi come “Festen - Festa di famiglia” di Tomas Vinterberg, “Dancer In The Dark” di Lars Von Trier, “Italiano per Principianti” di Lone Scher, “L’eredità” di Per Fly, “Non desiderare la donna d’altri” di Susanne Bier, “Mifune” di Søren Kragh-Jacobsen sono esempi di grandi successi internazionali, premiati con riconoscimenti di grande importanza.
Attori danesi quali Iben Hjejle (“Alta Fedeltà”), Connie Nielsen (“L’Avvocato del Diavolo”, “Mission to Mars”, “Il Gladiatore”), e Ulrich Thomsen (“Festen – Festa Di Famiglia”, “007: The World Is Not Enough”, “Killing Me Softly”), si stanno distinguendo sulla scena internazionale.

Film d’animazione


La Danimarca ha un’ottima reputazione anche per quanto riguarda la produzione di film d’animazione. Il venticinque percento dei sussidi che il Governo stanzia per il cinema sono attualmente indirizzati alla produzione di film per ragazzi. Questi investimenti hanno portato a ragguardevoli risultati: i film danesi vinsero cinque premi alla passata edizione del Chicago International Children’s Festival; in particolare, il film “Le Ali di Katja” diretto da Lars Hesselholdt si è aggiudicato sia il premio della giuria degli adulti sia quello della giuria dei ragazzi.
La tradizione danese nel settore dell’animazione precede Disney. Nella stagione passata il film d’animazione “When Life Departs”, del regista Karsten Killerich, vanta una nomination all'Oscar .

Il maggior esperto danese di animazione è Jannik Hasturp, che lavora da trent’anni in questo settore. Il suo ultimo cartoon “Circleen – City Mice”, vinse a Chicago, nella categoria “Adult Jury Animation”. Anche Lars Von Trier si è impegnato in un progetto di animazione: la Zentropa ha infatti recentemente prodotto un innovativo film d'animazione tridimensionale: “Prop & Berta”.

L’inimitabile Lars von Trier


Una delle interpretazioni più seguite alla cerimonia di assegnazione degli Academy Awards è stata quella della cantante e attrice islandese Björk, la quale, in quell’occasione ha eseguito la canzone, nominata per l’Oscar, tratta dal film “Dancer in the Dark” (diretto da Von Trier) indossando un provocatorio abito che ricordava le fattezze di un cigno.
Il film ha già aperto il festival del film di New York, vinto la Palma d’Oro a Cannes e l’European Film Academy Awards per il miglior film, ed è una delle pellicole più discusse dalla critica dell’anno 2000.
Lars Von Trier è il più conosciuto personaggio del cinema danese. Nato nel 1956 a Copenaghen, è approdato sulla scena internazionale grazie a “Le onde del destino”, una pellicola uscita nel 1996 che narra una storia drammatica, ambientata in una comunità religiosa su una remota isola scozzese, che vede come protagonista l’attrice Emily Watson. Come tutte le opere di Von Trier, “Le onde del destino” ha provocato reazioni contrastanti da parte della critica, ma, soprattutto, ha avuto un forte impatto sul pubblico. Il film vinse il primo premio a Cannes e la Watson fu nominata come miglior attrice agli Oscar.
Il regista non era però nuovo a simili imprese: già nel 1991 con “Europa” vinse la Palma d’Oro, seguita poi dall’ancora più controverso “The Idiots” (1998).
Altrettanto affascinate è il suo progetto “cinema monument”, che riguarda un lungometraggio filmato al ritmo stravagante di tre minuti all’anno, la cui conclusione è prevista per il 2025.
È uscito nel 2003 “Dogville”, interpretato da una magistrale Nicole Kidman. Il film è il primo di una trilogia, e sembra essere un puzzle di elementi contrastanti: un film sull'America, senza che una sola scena sia stata girata su suolo statunitense, una musa, Nicole Kidman, all'apice della sua carriera hollywoodiana, un credo artistico, Dogma 95, stilato dallo stesso regista, infranto. La seconda puntata di questa trilogia è in uscita in qs periodo nelle sale italiane: Manderlay, interpretato dall’attrice americana Bryce Dallas Howard, figlia del regista ed ex attore della serie Happy Days, Ron Howard. Il film è ambientato negli Stati Uniti e prosegue la trama del primo episodio.
Il prossimo capitolo, “Washington”, sarà girato nel 2006. È appena uscito in Italia anche “L’amore non basta mai” della svedese Maria Blom e prodotto da Lars Von Trier.

La rivoluzione del “Dogma 95”


Von Trier è conosciuto anche come uno dei padri fondatori del movimento Dogma 95. Il documento che sancisce la nascita di questa corrente di pensiero cinematografico è un manifesto che consta di 10 punti, il quale esprime la volontà dei suoi sottoscrittori di riportare il cinema alla freschezza delle origini. Il documento fu realizzato dai cosiddetti “Dogma Brothers” – i quattro registi danesi Von Trier, Thomas Vinterberg, Kristian Levring, e Søren Kragh-Jacobsen. Il manifesto si pronuncia contro i contenuti superficiali e gli effetti speciali delle grandi produzioni hollywoodiane. Il movimento si propone di ridurre il processo cinematografico alle sue fasi essenziali, prediligendo l’utilizzo di telecamere digitali tenute a mano dall’operatore e la spontaneità nella recitazione.
Il primo “Dogma film” fu “Festen - Festa di famiglia”, di Thomas Vinterberg. Festen racconta un disastroso anniversario di famiglia con elettrizzante originalità, e fu un grandissimo successo internazionale. Vinse sei riconoscimenti internazionali, compreso il Premio Speciale della Giuria a Cannes. Vinterberg è attualmente impegnato con le riprese del suo ultimo film, una romantica sceneggiatura fantascientifica in inglese, che vede protagonista l’americana Clair Danes.
Al tempo dell’uscita di Festen, attori e registi del jet set internazionale espressero il desiderio di realizzare un ”film Dogma”. Da quel momento sono stati prodotti altri nove ”film Dogma” in diverse nazioni: Danimarca, Francia, Corea del Sud, Svezia, Argentina, Stati Uniti (quest’ultimo dello scrittore per ragazzi, Harmony Korine).
Seguendo i successi di “Festen” e ”The Idiots”, il film di debutto di Søren Kragh-Jacobsen ”Mifune” è stato distribuito in 46 nazioni ed ha vinto il Gran Premio della Giuria al Festival del Film di Berlino del 1999. Il lavoro di Levring “Il Re è vivo” propone la recitazione del Re Lear di Shakespeare nel bel mezzo del deserto della Namibia. Il cast è internazionale e vede la partecipazione di Jennifer Jason Leigh e Janet Mc Teer. Il film ha aperto la kermesse di Cannes 2000.
La più grande produzione danese dell’anno 2001 è stata “Italiano per principianti”, il quinto film Dogma. Questa commedia romantica, diretta da Lone Scher e prodotta dagli studi cinematografici Zentropa di Von Trier sbaragliò tutti i concorrenti al Festival del Film di Berlino del 2001, vincendo quattro tra i più importanti premi.
Mercoledì, febbraio 06 2008

I vincitori degli Oscar


Molti registi danesi hanno avuto l’onore di ricevere il riconoscimento dell’Academy of Motion Picture Arts and Sciences nel corso degli anni. Dopo l’Oscar per la miglior fotografia assegnato a “La Mia Africa” (ispirato alle memorie della scrittrice danese Karen Bixen), il successo della Danimarca continua quando, nel 1988, l’adattamento di Gabriel Axel di un altro lavoro della Blixen “Il pranzo di Babette”, vinse l’Oscar per il miglior film in lingua straniera . L’anno seguente, Bille August conquistò lo stesso riconoscimento grazie al suo “Pelle alla Conquista del Mondo”.
La carriera di August prosegue con pellicole quali "La casa degli spiriti", interpretato da Jeremy Irons, Meryl Streep, Winona Ryder e Glenn Close. Fanno seguito sia “Il Senso di Smilla per la Neve” (con Julia Ormond, Gabriel Byrne e Richard Harris) che un adattamento de “I Miserabili”, con le interpretazioni di Uma Thurman e Liam Neeson. Il regista è tornato sulla scena internazionale grazie alla produzione svedese “A Song for Martin”. Contemporaneamente, Axel ha diretto “Laïla the Pure”, filmato in Marocco e in via di realizzazione.
Il più eclatante successo danese è arrivato nella categoria dei cortometraggi, nella quale, dal 1997 al 1999 il regista Anders Thomas Jensen ebbe l’onore di ricevere consecutivamente tre nomination per il miglior cortometraggio; finalmente, nel 1999 vinse con “Election Night” (Valgaften). Il suo primo lungometraggio, “Flickering Lights”, (che si rifà allo stile di Tarantino), ebbe un’enorme successo ai botteghini danesi.

Cinema d’autore a Copenhagen


Il Copenhagen International Film Festival si svolgerà quest’anno dal 21 settembre al 1o ottobre.
La manifestazione sarà aperta dalla prima mondiale del nuovo film di Lars Von Trier,
"The Boss of it All"; mai prima d'ora un film del celebre regista ha avuto la sua prima mondiale in Danimarca.
Una scelta perfetta per presentare un Festival giovane come quello di Copenaghen (nel 2003 la prima edizione) che predilige le pellicole più provocatorie, drammatiche, toccanti, a volte sorprendenti, provenienti da tutto il mondo.

Copenhagen Film Festival 
Tel. +45 3345 4749
info@copenhagenfilmfestival.com

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