Til forsiden
Chiese e palazzi

Dalle chiese rotonde ai palazzi rinascimentali e neoclassici, stili diversi conservati nella loro originalità...

 
È grande in Danimarca l'interesse per la conservazione di chiese e monumenti. Nel paese ci si imbatte frequentemente in chiese rurali risalenti alla seconda metà del 1100 e ai primi decenni del secolo successivo.
Se scomparse sono tutte le costruzioni sacre in legno, è ancora possibile ammirare Skt. Jørgensbjerg a Roskilde, la più antica costruzione in pietra datata 1040.
Fra il XIII e il XIV secolo il mattone sostituì la pietra, essendo meno costoso e reperibile con maggiore facilità. Le chiese in mattoni sorsero numerose dopo la metà del XII secolo, quando la divisione del territorio in diocesi diede il via alla costituzione di più di 2500 parrocchie.
Con la Riforma, le caratteristiche strutturali delle chiese subirono trasformazioni progressive che le portarono ad assomigliare sempre più a quelle attuali e ai lineamenti oggi più diffusi.
Per la loro originalità si segnalano le chiede rotonde della Selandia, della Fionia e di Bornholm. Ai tempi di guerra nacquero come piccole fortezze dotate di fortificazioni e feritoie, in grado di contenere riserve idriche e generi alimentari per resistere agli assedi.
A Bornholm, l'esempio più interessante è senza dubbio la Østerlas Kirke; situata nell'entroterra di Gudhjem, 4 km verso sud, la chiesa è dedicata a San Laurentius. Il pilastro centrale della navata circolare è cavo, e al suo interno è stato posto il fonte battesimale; interessanti sono gli affreschi che lo decorano.
A Copenaghen si segnalano la Vor Frelsers Kirke, per l'originalità della sua torre, e la Marmorkirken.
Pregevoli sono anche il Duomo di Roskilde e quello di Ribe.
Fra i capolavori architettonici del neoclassicismo si annovera la chiesa di Nostra Signora a Copenaghen (1811-1829) di C. F. Hansen.
I palazzi e le magioni più famose in Danimarca appartengono al periodo rinascimentale, quando la corona (che con la Riforma aveva confiscato i beni ecclesiastici) si trovò a disporre di ingenti ricchezze.
Oltre ai castelli della Selandia, furono erette imponenti residenze, quali il castello di Rosenholm, nello Jutland orientale, e il castello di Holckenhavn in Fionia. La borghesia commissionò a sua volta case in pietra riccamente decorate, fra cui non possiamo non ricordare la Jens Bangs Stenhus ad Aalborg.
Con la seconda metà del 1600 fu lo stile barocco a segnare un nuovo inizio per la crescita architettonica. Fra gli edifici più importanti, esempi celebri di questo stile, si citano il castello di Charlottenborg, dal 1754 sede della Reale Accademia d'Arte, il castello di Christiansborg (in stile austriaco) e i palazzi rococò di Amalienborg, già residenze della famiglia reale danese dopo il 1794 (anno in cui Christiansborg andò distrutto).
A cavallo fra Ottocento e Novecento la produzione architettonica tentò di imitare stili di epoche precedenti; lo stesso municipio di Copenaghen appartiene a quest'epoca (1835-1915).
Ma - come tutta la Scandinavia - la Danimarca ha avuto un ruolo fondamentale anche nell'architettura del XX secolo; fra gli anni Venti e Trenta si diffuse uno stile "legato al territorio", che trovò espressione soprattutto nella costruzione di case quali quelle a schiera in collina e le Bakkehusene (case a tumulo).
Giovedì, maggio 18 2006


Il Duomo di Roskilde


Nel 1995 l'UNESCO ha incluso la Roskilde Domkirke fra i beni culturali più preziosi nel mondo.
Vero cuore della città, ospita una preziosa serie di tombe e antiche campane.
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