Til forsiden
La Danimarca di Hans Christian Andersen

Hans Christian Andersen e il suo mondo antico, fatto di castelli fiabeschi, corti principesche e una Copenaghen che quasi si poteva racchiudere in un guscio di noce, come la bambina nella sua famosa fiaba “Mignolina".

A distanza di 200 anni dalla sua nascita, la popolarità del più grande scrittore di Danimarca rimane altissima, in patria e all’estero. La città natale, Odense, e la città d’adozione, Copenaghen, hanno avuto un’importanza straordinaria per la crescita umana e professionale di Hans Christian Andersen. L’una piccola e provinciale, con la sua tradizione narrativa orale e le antiche tradizioni popolari, l’altra proiettata nella modernità con la sua cultura di libri e personaggi importanti. La sua terra natale gli ha ispirato personaggi quali La Sirenetta, Il Brutto anatroccolo, e altri; d’altronde la Fionia, appellata “giardino di Danimarca” per le sue bellezze naturali e i fiabeschi manieri non può che ispirare fiabe.

Andando a Odense per respirare l’ambiente in cui passò l’infanzia lo scrittore, si possono visitare le chiese di S. Hans e di S. Knud, dove Andersen ricevette rispettivamente il Battesimo e la Confermazione, la sua casa natale, divenuta nel 1905, in occasione dei cento anni dello scrittore, il Museo di Andersen e che è stato completamente ristrutturato nel 2004, la casa della sua infanzia in Munkemøllestræde e anche la scuola dei poveri che l’artista frequentò. Andersen lasciò la sua città a 14 anni per cercar fortuna a Copenaghen, ma tornò spesso a Odense. Il 6 settembre 1819 il quattordicenne Hans Christian Andersen arrivò per la prima volta a Copenaghen. Più avanti avrebbe celebrato questa data come la sua “seconda nascita”. Morì a Copenaghen e le sue spoglie riposano all’Assistens Kirkegård nel quartiere di Nørrebro.

Hans Christian Andersen traslocò abbastanza spesso, non diventando mai proprietario delle stanze in cui alloggiava, e di solito prendeva in affitto due o tre stanze ammobiliate. Oggi è possibile scoprire la Copenaghen di Andersen grazie ad una visita guidata a piedi sulle sue tracce. Durante la piacevole passeggiata per le strade del centro città si visitano alcune delle maggiori attrazioni della capitale danese, tra le quali il caratteristico quartiere di Nyhavn, dove attratto dalla vita del canale e dal movimento di barche e pescherecci, Andersen più volte scelse di alloggiarvi in tre differenti abitazioni, il Teatro Reale, l’oggetto dei suoi sogni ed infine anche il Tivoli.
I giardini di Tivoli diedero lo spunto per una delle sue più famose fiabe: L’usignolo si ispira a uno spettacolo cui Andersen aveva assistito proprio nel giardino oggi famoso come parco delle fiabe. Tivoli avrebbe ripagato il poeta con la costruzione del castello di Hans Christian Andersen, di un negozio che porta il nome dell’artista e di una serie di produzioni e spettacoli a lui dedicati. Al celebre poeta Copenaghen ha dedicato una strada, H.C. Andersen Boulevard, due statue ed un museo interattivo nella piazza del Municipio. La più famosa delle statue dello scrittore è, la statua della Sirenetta, realizzata nel 1913 in memoria della sfortunata protagonista dell’omonima fiaba.

Andersen visse tutta la vita nella capitale, interrompendo solo con i suoi viaggi all’estero e le visite come ospite di casa in castelli e manieri in tutta la Danimarca. Amava soprattutto i paesaggi, in realtà un po’ trascurati dal turismo, che si stendono nella parte meridionale della Selandia dove lo scrittore si recava per fare visita agli amici nei castelli e nelle residenze dei nobili. Molte delle sue fiabe si svolgono in questi paesaggi ed è bello intuirne e seguirne le tracce anche tra le mura e nelle stanze che spesso le hanno ispirate e che oggi in parte sono aperte al pubblico.

Segnaliamo per motivo di spazio solo un paio di questi castelli. A Holsteinborg nei pressi di Skælskør Andersen conobbe un’energia inarrestabile e per noi, che visi¬tiamo la dimora 135 anni dopo, è naturale raccoglierci nella stanza dove lavorava. Quella è la sua sedia, quelle sono le grosse forbici che utilizzava per ritagliare le sue figurine di carta ed è sui bambini di questi luoghi che un tempo “sperimentava” gli effetti delle sue fiabe.
Una diceria vuole che fu il pirata Stig a fare costruire il castello di Borreby nel XII secolo; altre fonti invece citano come primo costruttore il maresciallo Stig Andersen Hvide nel 1290, ma anche questa è con ogni probabilità un’informazione dubbia. Certo è però che Hans Christian Andersen non ha mai dimorato a Borreby, ma vi si recò in visita per ben dodici volte fra il 1856 e il 1868. Nella favola „Il vento racconta di Valdemar Daae e delle sue figlie”, lo scrittore descrive la tragica fine degli ultimi eredi di Johan Friis, Valdemar e Oluf Daae, che dilapidarono l’intero patrimonio di famiglia, tenuta di Borreby compresa, in improbabili esperimenti d’alchimia nella speranza di produrre oro.

Altro castello, altra fiaba: si dice siano le favolose terre boschive fra Bregentved e Gisselfeld, sul limitare di Haslev, a fare sbocciare l’idea de “Il brutto anatroccolo” nella mente di Hans Christian Andersen. Le grandi foglie di romice descritte nella favola sono le stesse che popolano le sponde del lago su cui si affaccia la tenuta di Gisselfeld. Dai racconti che il tempo ha tramandato all’attuale amministratore di Gisselfeld Jan Bjødsturup, sembra addirittura che lo scrittore abbia preso spunto dai suoi ospiti per descrivere la donna, il gatto e la gallina della fiaba. Oggi è possibile visitare il parco del maniero.
Giovedì, febbraio 07 2008
VISITDENMARK CASELLA POSTALE 931 20101 Milano Tel: 02 87 48 03 Fax: 02 86 07 12 CONTATTI